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Adelaide and Brisbane will maintain the Italian Consulates!

The decision to maintain open the Adelaide and Brisbane Consulates has been announced by the Italian Ministry of Foreign Affairs to the local communities.

This a positive outcome for the local Italian communities, for those who committed themselves to a long campaign in favour of the two Consulates and for Italy that can continue to utilize, in all Australian States, its consular network to promote Italian language and culture, Italian made products and Italy as a destination for tourism as well as business. It is also an extremely good result for the Italian Parliament that achieved this remarkable turn-around by the Government.

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“L’audizione del Direttore Generale dell’INPS Mauro Nori, in sede di Comitato per gli italiani nel mondo della Commissione Affari esteri della Camera, ci consente di fare il punto sulla situazione complessiva della tutela dei connazionali nel mondo. Ad una positiva ma ancora timida ripresa delle ratifiche di Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, tra cui spiccano quelle con Israele, anche se ancora parziale, Nuova Zelanda e Canada, non hanno ancora fatto passi in avanti le ratifiche con i Paesi di immigrazione verso l’Italia. Un segnale questo di scarsa attenzione al tema dei diritti dei lavoratori e dei migranti. Da un lato si continua a penalizzare i cittadini con norme come la ritenuta sui bonifici dall’estero verso l’Italia, dall’altro, si è ancora in forte ritardo sia con le convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, alcune in attesa di modifiche e chiarimenti, che nello scambio di informazioni, unico vero strumento per migliorare i servizi e la lotta all’evasione. In questa partita, l’INPS deve continuare ad essere un Istituto che pone lo scambio di informazioni al primo posto impegnandosi a raggiungere accordi con tutti i Paesi con i quali sono in vigore Convenzioni internazionali. Credo che molto occorra fare per quanto concerne il miglioramento dei servizi. Il pagamento delle pensioni, ad esempio, ancora oggi soffre a causa della carenza di informazioni quali il cambio adottato, gli importi esatti in euro e in valuta locale, il cognome anche da coniugata sia sui bonifici che sugli assegni, la rapida cancellazione e la nuova emissione di bonifici o assegni non incassati. Accanto a questi problemi tecnici di facile soluzione, che però attengono alla sfera della piena trasparenza, vi è ancora la questione della informazione sugli indebiti. Pensionati e patronati chiedono prontezza e precisione nella verifica dei redditi, informazioni chiare e precise con data d’inizio recupero, importo complessivo da recuperare e mensile da porre in recupero, oltre alla data di ripristino del rateo di pensione ordinario. Un prospetto di questo tipo eviterebbe molti ricorsi e tanto lavoro. I miglioramenti sulla verifica dell’esistenza in vita hanno risolto molte problematiche, ma davvero occorre lavorare per rendere sempre più efficace e meno coercitivo il regime di verifica. Il tema delle pensioni INPDAP si pone oggi con nuova attenzione. Recentemente ho interrogato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per capire se davvero siano ancora oggi legittime le distinzioni tra pubblico e privato in regimi di fatto equiparati, sia in relazione alle Convenzioni di sicurezza sociale che fiscali, intervenendo anche nella eventuale modifica del modello OCSE. Importante, infine, segnalare come il ruolo dei Patronati debba essere ulteriormente valorizzato attraverso un riconoscimento dei nuovi carichi di lavoro, anche all'estero, come la stampa del CUD o la richiesta di comunicazione dei redditi. Credo sia utile e necessario continuare l'approfondimento tematico con l'INPS e con tutte le amministrazioni competenti”.
Wed, Apr 16, 2014 2:29:00 PM, Continue reading at the source
“Con una interrogazione rivolta ai Ministri degli Esteri e dell’Economia e Finanze ho richiamato con l’urgenza necessaria la condizione del personale a contratto locale impiegato in Nuova Zelanda, le cui retribuzioni sono bloccate da otto anni”. E’ quanto ha affermato l’On. Marco Fedi con riferimento ad una sua recente interrogazione sulla materia. “Si tratta di retribuzioni basse, erose dagli effetti valutari e bloccate da tempo immemore, per le quali si sarebbe dovuta già attivare la procedura di aumento. Ho chiesto ‘quali urgenti iniziative si intendano adottare per rivalutare i trattamenti economici del personale a contratto delle rete diplomatico consolare in Nuova Zelanda’ e ‘se si intenda procedere ad una precisa e puntuale verifica degli importi corrisposti in euro al personale a contratto localmente impiegato ed alla rilevazione del livello delle remunerazioni, assunte a riferimento, per le altre reti diplomatiche in Nuova Zelanda. La procedura – continua Fedi - è infatti nota e richiede una valutazione oggettiva dei livelli retributivi di altre diplomazie. Non è francamente comprensibile come si possano commettere errori di valutazione su dati noti e inconfutabili. Credo sia doveroso ed urgente procedere con gli aumenti retributivi anche a fronte dei consistenti aumenti del costo della vita, alla crisi economica a cui si è accompagnata la svalutazione dell'euro nei confronti di alcune valute, e le difficoltà per il sostentamento quotidiano delle famiglie del personale a contratto impiegato dal Ministero degli affari esteri”.
Wed, Apr 16, 2014 2:26:00 PM, Continue reading at the source
Italy's public debt at record high
Tue, Apr 15, 2014 7:50:00 AM, Continue reading at the source
La riforma costituzionale, che attendiamo da molti anni, merita una seria riflessione e una giusta discussione. Nel suo complesso, nel merito e nel metodo. Tenendo conto che esiste un accordo ampio tra le forze politiche per approvare un testo di riforma coerente con la legge elettorale già licenziata dalla Camera dei Deputati. È naturale quindi che il confronto politico sia teso e intenso, che avvenga anche all’interno delle forze politiche e dei gruppi parlamentari e che su alcuni passaggi, come il futuro Senato delle Autonomie, vi siano sensibilità diverse. Il disegno di legge di riforma Costituzionale presentato dal Governo prevede il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione del costo di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione dei rapporti tra lo Stato e le Autonomie di cui si tratta nel titolo V della Costituzione. In questa ipotesi di riforma si mantengono i dodici deputati eletti nella circoscrizione Estero. Il Senato è composto dai Presidenti di Regione e Provincie autonome, dai sindaci dei capoluogo di Regione e di Provincia e da membri eletti dai Consigli regionali e dai sindaci, oltre che da 21 cittadini, distintisi in campo sociale, artistico, scientifico, nominati dal Capo dello Stato. La proposta alternativa, presentata da 22 Senatori del PD, propone il dimezzamento dei deputati (da 630 a 315), e la completa esclusione degli eletti all’estero; essa, inoltre, prevede la riduzione a 106 senatori, di cui 6 eletti all’estero. Il Senato viene eletto a suffragio universale, ha funzioni di controllo, maggiori competenze, in particolare sui decreti del Governo per i quali non vi sia legge delega. Anche in questo modello il rapporto di fiducia con il Governo, e la formazione stessa del Governo, è affidato esclusivamente alla Camera dei Deputati. Credo sia un errore escludere gli eletti all’estero dalla Camera fondamentale, che vota la fiducia al Governo e le leggi fondamentali dello Stato, limitandone la presenza unicamente al Senato delle Regioni. Non è un problema di architettura istituzionale, ma di cittadinanza, perché significherebbe che il voto dei cittadini residenti all’estero vale meno del voto dei residenti in Italia. Sarebbe più razionale, al limite, porre fine all’esperienza della circoscrizione Estero e consentire il voto sui collegi italiani, di serie A, non solo per la Camera di controllo ma anche per la Camera della fiducia. Forza Italia, dal canto suo, sta rimettendo in campo la strategia del “caos”. Non è la prima volta quando si arriva al punto delle riforme istituzionali, come ricordano quelli che attendevano dalla Bicamerale la svolta di modernizzazione di cui l’Italia aveva bisogno già parecchi anni fa. Per puri calcoli elettorali, si cerca di creare le condizioni per far naufragare il programma riformatore di Renzi sulle contraddizioni interne al PD. Per questa ragione, nonostante lo sforzo congiunto, la buona volontà di tutti, per avere una seria discussione è giusto evitare di assumere posizioni precostituite e la difesa di interessi corporativi. On. Marco Fedi
Tue, Apr 08, 2014 12:18:00 PM, Continue reading at the source
“Nella fase di veloce transizione che attraversiamo sia sul piano delle dinamiche internazionali che su quello delle normative interne si pongono ogni giorno di più esigenze di manutenzione di alcuni diritti delle persone che aspettano una risposta attuale e diretta. Anche se per situazioni molto diverse tra loro, desidero fare qualche esempio concreto legato all’attività parlamentare, in particolare a due mie recenti interrogazioni, per rendere l’idea che altrimenti rischierebbe di restare in una sfera astratta. Il primo riguarda la Convenzione tra l’Italia e il Regno di Tailandia contro le doppie imposizioni e l’evasione fiscale. Essa è stata stipulata nel 1980, circa trentacinque anni fa, secondo il modello OCSE, e prevede una dettagliata regolamentazione dell’imposizione nello stato nel quale la pensione è pagata per il fatto che il beneficiario vi ha esercitato un’attività lavorativa. Il problema è che La Convenzione ancora distingue il trattamento riservato alle pensioni pubbliche rispetto a quello pagato per le pensioni private, il che è ormai anacronistico per quanto concerne i livelli contributivi, i trattamenti pensionistici e più in generale i criteri di accesso ai trattamenti. Ne discendono, dunque, due conseguenze alle quali sarebbe tempo di mettere mano, e che comunque sono state oggetto della mia richiesta al Governo: l’aggiornamento dello schema OCSE di convenzione e la revisione della stessa Convenzione Italia Tailandia per rendere più omogenei i trattamenti in essa previsti. Il secondo esempio, per così dire sul fronte interno, riguarda un consistente numero di contratti di locazione, non registrati per responsabilità del locatore. A tutela dei conduttori, un paio d’anni fa era intervenuto il decreto legislativo n. 23 del 14/3/2011, che aveva determinato la formulazione e la registrazione di un nuovo contratto, ma di recente la Corte Costituzionale ha decretato l’illegittimità delle norme previste dal decreto. Si è creato così un vuoto normativo che rischia di pregiudicare gli interessi dei conduttori che si ritrovano con contratti nulli e con il rischio anche di sentenze difformi da parte del giudice ordinario. Si tratta, dunque, di intervenire con urgenza ed è quello che ho sollecitato rivolgendomi sia la Ministro dell’Economia e delle Finanze che a quello della Giustizia. Ecco, si tratta di due esempi concreti di quanta attenzione meritino le tutele sociali delle persone per situazioni di primario interesse, come le pensioni e la casa, e di come sia giusto che l’attività parlamentare non si volga solo ai massimi sistemi, ma riesca anche a guardare alla vita reale delle persone”.
Tue, Apr 08, 2014 9:49:00 AM, Continue reading at the source

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